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Percorrere il mondo

Questa è un'epoca ricca di nuove visioni del mondo e quindi di noi stessi. Ci viene permesso, forse dopo millenni, di avere conoscenze antiche trasformate in chiave moderna e di poterne usufruire.
Alcune delle più antiche conoscenze, un tempo riservate a pochi, sono diventate di dominio pubblico, e con internet, si sono diffuse ovunque.

Questo ci ha portati a rivedere molte delle nostre credenze su diversi aspetti della nostra vita e del nostro modo di essere. Ci ha portati a interessarci di filosofie e di scienze che mai avremmo potuto immaginare come qualcosa che diventasse di nostra conoscenza.

Siamo davvero in un'epoca di cambiamento, cambiamento che possiamo portare avanti nei soliti due modi possibili: camminarci assieme, o lasciare andare e rimanere indietro.

Camminarci assieme significa che siamo disposti a scoprire e a cercare di capire, portando queste nuove conoscenze nella nostra vita quotidiana, rimanere indietro significa rimanere ancorati alle nostre visioni del mondo e di noi stessi, per paura di perdere il contatto con quella che consideriamo la miglior vita possibile per noi.

Nessuna delle due scelte è  la migliore.
Ognuno di noi è in grado di scegliere come vivere e di cosa nutrirsi. Ognuno di noi è responsabile delle proprie scelte, e non è detto che scegliere di rimanere ancorati al proprio stile di vita sia del tutto sbagliato.
Siamo diversi, ognuno con le sue qualità e con i suoi difetti. Ma sia gli uni che gli altri, sono dettati dal nostro modo di affrontare la vita, sono dettati dalle nostre esperienze passate, alle quali spesso, ci leghiamo.

Personalmente ho cercato di camminare, ho cercato di non rimanere ancorato ad uno stile di vita chiuso e ad un comfort che impedisce di scoprire le nuove possibilità che il mondo, specialmente quello interiore, ci offre attraverso la conoscenza e l'esperienza.

Ho iniziato da giovane a interessarmi di meditazione, di buddhismo tibetano in particolare, e per qualche motivo che ancora non ho scoperto, mi sentivo a mio agio con queste filosofie e anche con le pratiche.
Fin dall'inizio, tempi in cui un lama in Italia non era ancora arrivato, con alcuni amici, andavamo in Francia, dove avevamo scoperto che c'era un Lama tibetano. 
Al tempo non c'era internet, e le notizie faticavano a diffondersi. Ricordo che la prima volta partimmo in nove, a bordo di un classico furgoncino wolkswagen non proprio in perfette condizioni, ma arrivammo, e ritornammo.
Incontrammo un Lama tibetano di età una persona che nel tempo è diventato un mio punto di riferimento importante, fino ad esserlo tutt'ora. Fu il primo ritiro, durato quindici giorni dove mi immersi in una dimensione a me del tutto sconosciuta. 
Al di là degli insegnamenti ricevuti e del corretto modo di effettuare alcune pratiche, quello che mi è rimasto è stato il senso di apertura che ti conferma che la vita è qualcosa di speciale e che va coltivata per tutta la vita.
Non si ottiene una condizione di vita interiore forte e sana con qualche pratica o con qualche ora di meditazione di tanto in tanto. 
Ho capito che seguendo quel sentiero, mi  mettevo in una condizione di non-ritorno. 
Ed è stato davvero così.
Una volta iniziato il percorso, non si può più tornare indietro. Ci sei dentro, perché hai capito o hai percepito la sua importanza.
Qualche cosa si è mosso dentro di me, ma non capivo ancora che cosa. 
Negli anni ho praticato e ho cercato di fare sempre del mio meglio, alzandomi presto ogni mattina per fare le pratiche prima di andare al lavoro, e di sera, lasciavo l'ultima ora ancora per la meditazione. 

Considerate che avevo un'opinione di me piuttosto scarsa, sia perché non ho potuto andare alle scuole superiori, sia perché attorno non avevo persone di cultura a cui agganciarmi. Ho cominciato a leggere libri, alcuni credo mi abbiano trasmesso anche dei concetti errati, ma ho letto di tutto, anche libri che non avevano niente a che fare con la spiritualità. Non ho mai smesso di leggere, e la mia casa è sempre stata piena di libri, tanto che a periodi, riempio qualche scatola e li regalo alla biblioteca comunale.
Naturalmente tengo per me quelli che ritengo importanti o che penso possano servirmi ancora.
Ho fatto diversi ritiri, cambiando anche scuola, ma rimanendo nell'ambito del buddhismo tibetano, scoprendo nuove possibilità, ma senza rincorrere iniziazioni o lama famosi, Sono convinto che ricevere troppe iniziazioni porti a non poterle poi sperimentare, creando solo confusione interiore. 
So bene che spesso vorremmo avere iniziazioni importanti per sentirci anche gratificati ma se poi so già di non poterle praticare, perché non ho ancora avuto esperienza di altre già in corso, preferisco rinunciarvi.
Questo modo di portare avanti le mie pratiche, alla lunga, mi ha dato risultati. 
E da qualche tempo mi rendo conto anche del perché, ad un certo punto, mi sono sentito attratto anche da altre cose che non fanno parte del buddhismo.
Mi sono reso conto che la meditazione, insegnata ai giorni nostri attraverso gli antichi insegnamenti e con i metodi di altri tempi, non riesce a coinvolgere le nuove generazioni, e non riesce nemmeno a coinvolgere le persone adulte. Appare troppo statica e priva di azione, appare come qualcosa di noioso, qualcosa che non attrae.
Oggi c'è un dinamismo diverso di un tempo, c'è una velocità che spesso ci lascia indietro, e quindi abbiamo bisogno di correre, di sentirci attivi, dinamici.
Così mi sono ritrovato, quasi senza pensarci, a leggere libri di PNL, di Autostima, di EFT, di Legge di attrazione, e di tante altre cose che si sono propagate a macchia d'olio ovunque.
Inizialmente, c'erano pochi esperti che divulgano questi concetti, poi è arrivato il marketing e c'è stata l'invasione degli ultracorpi.
In tantissimi hanno fatto corsi e hanno divulgato questi nuovi paradigmi, creando un mercato vero e proprio che supera il miliardo di dollari all'anno.
Ma sono tutti davvero esperti?
Non lo so, io ne ho incontrati alcuni con i quali ho fatto dei corsi, ed ho trovato persone preparate ed in genere, con un carattere molto umano e positivo.
Il mio punto di osservazione rimane comunque quello di un meditante, e quando qualcosa 'stona' attorno a me, riesco a percepirlo con una certa facilità. Ho trovato armonia, ma sopratutto ho trovato persone, sia insegnanti che partecipanti, che hanno voglia di scoprire e di scoprirsi, persone che si mettono in gioco , che vogliono proporsi e vogliono proporre qualcosa di nuovo, qualcosa che ci aiuti, tutti quanti, a migliorare noi stessi ed il mondo in cui viviamo. Persone che hanno un cuore, come si dice oggi, che hanno a cuore il tutto, che hanno percepito qualcosa e vogliono scoprire di che cosa si tratta. Persone che vogliono incontrare altre persone che siano in sintonia con loro, e che poi possano aiutarsi ad aiutare gli altri. Altri che sanno di aver bisogno di aiuto, ma non sanno da dove cominciare, e non sanno di quale aiuto hanno bisogno.
Portare avanti il mondo.
Fare in modo che nessuno rimanga indietro per davvero, non nel senso politico dei nostri politici. Persone che hanno bisogno di liberarsi del peso che oscura le loro esistenze. Che gli dia un'indicazione a loro comprensibile della direzione da prendere.
E qui ritengo che si debba fare molta attenzione, perché la loro direzione, non è la nostra.
Io ho preso il sentiero dei Buddha, ma altri hanno preso altri sentieri e nessun sentiero è migliore di un altro, se percorso con lo spirito corretto del viandante.
Non ho intenzione di portare acqua al mulino buddhista, la mia intenzione è quella di farti scoprire la tua sorgente, la tua acqua. Ritengo di avere una certa esperienza in meditazione, ma questo non significa che tutti dobbiamo fare meditazione. Semmai significa che attraverso il mio percorso, posso aiutarti a comprendere quale sia il tuo percorsa, o quale potrebbe essere. Ed ogni percorso, per partire, ha bisogno di un'indicazione. 
Ecco, io sono la freccia che indica la tua direzione.
Non percorrerò con te quel percorso, spetta a te, così come tu non percorrerai il mio sentiero, spetta a me.
Quando si è delineato un sentiero, o lo si inizia a percorre, ogni cosa comincia a cambiare attorno a noi, ogni cosa diventa importante, ogni cosa prende un senso e non si ha più l'impressione di vivere per niente. E' una rinascita, una scoperta, come se ci troviamo su un campo inesplorato ma molto attraente e luminoso che ci spinge a proseguire, sempre. 
La stessa vita quotidiana assume un'altro aspetto, si dimenticano gli stress, le stanchezze, si dimenticano i fatti insignificanti, si dimenticano le emozioni più disturbanti, come odio, gelosie, rabbia, invidie. Perdono il loro potere, e diveniamo persone sveglie, lucide, capaci di lasciar andare senza alcuno sforzo, senza alcuna intenzione. 
Avere un sentiero o una via, che sia nuova o vecchia, ma che vada nella direzione positiva e coerente con l'armonia del mondo, ci apre delle porte che non sapevamo nemmeno esistere e che con il tempo, ci porteranno sempre nuove sfide e nuove conoscenze, fino a quando ... fino a quando ... questo non lo so, io sto ancora percorrendo questo sentiero, e a volte sono certo che non abbia una fine. Sono certo che non abbia una fine, ma vale la pena di percorrerlo per sempre.  

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